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Storia di Lampedusa.

Con i suoi 20 kmq di territorio, Lampedusa può considerarsi a tutti gli effetti l’ultimo lembo di Europa nel cuore del mediterraneo ma già immerso nel continente africano, di cui ne subisce il fascino e ne fa proprie le peculiarità della costa tunisina.

Santuario Madonna di Porto Salvo 1910
Raccolta della Farina Lampedusa

Porto di rifugio per le civiltà antiche

Da sempre utilizzata come luogo di riparo dalle tempeste improvvise, le imbarcazioni ora fenicie ora arabe e più avanti romane, tutte hanno lasciato segno del loro passaggio sull'isola con i numerosi reperti negli ultimi decenni rinvenuti.Da qui la famosa leggenda del monaco eremita su quest’isola che, proprio nella grotta dove ora è possibile visitare il Santuario dedicato alla Madonna di Porto Salvo, protettrice e patrona dell’isola, che, a seconda dell’avvistamento della nave in transito, sia essa cristiana o musulmana, issava la bandiera corrispondente in segno di benvenuto, la croce cristiana o la mezzaluna. Si narra poi, che, nella stessa grotta, quasi a sottolineare la dedizione che quest’isola ha sempre avuto verso l’accoglienza di chi giunge dal mare, gli stessi marinai, lasciavano nella grotta delle provviste in segno di devozione e ringraziamento, per coloro che dopo di loro avrebbero avuto bisogno di riparo durante le traversate in mare.

Spesso quindi si vuole risalire al nome di Lampedusa, dalla piccola lampada votiva lasciata sempre accesa in questo luogo sacro. Altre volte invece si richiama l'etimologia del nome dal suo apparire improvviso tra i lampi che la faceva salutare come luogo di gradito soccorso.
Qualunque sia la lettura che si vuol avere da queste leggende antiche sta di fatto che ancora oggi Lampedusa continua a svolgere un ruolo assolutamente primario, di soccorso, riparo e quindi di rifugio, nel mezzo di questo Mediterraneo così ricco di storia e culture molto diverse tra loro ma che in questo fazzoletto di terra iniziano ad incontrarsi, tutto sommato, nel modo migliore.

Teatro di duelli cavallereschi

Si fa menzione di Lampedusa inoltre nell' Orlando Furioso del Ludovico Ariosto, dove, col nome di Isola di Lipadusa viene citata come luogo di disfida per l'acerrimo duello tra i 3 campioni paladini di Francia e i 3 saraceni, con le gesta finali di Orlando che in un momento di difficoltà col suo cavallo corre via verso quella località dove ora sorge l'aeroporto dell'isola, zona che ancora oggi, i lampedusani conoscono come cavallo bianco, ricordando proprio quell'evento. Di per se infatti, l’Opera dei Pupi, narrante le storie dell’ Orlando Furioso, messa in scena in modo del tutto folkloristico in tutta la Sicilia già da secoli, anche qui a Lampedusa ha avuto un riscontro altissimo attraverso la realizzazione di maestri pupari che, specie nel dopoguerra, animavano le feste in piazza dei compaesani.

Primo aeroporto di Lampedusa
Sbarcatoio porto di Lampedusa

Dal Gattopardo a oggi

Nel 1630 ritroviamo citata l'isola nell'attribuzione del titolo nobiliare di Principe di Lampedusa da parte del re di Spagna a Giulio Tomasi, avo dell'autore del celeberrimo Gattopardo, rimane curioso il fatto che la famiglia, pur pregiandosi del titolo, non visitò mai l’isola.

I successivi cenni storici riguardanti Lampedusa fanno registrare diversi cambi di proprietà a partire dal 1760, anno di colonizzazione da parte di un piccolo numero di agricoltori francesi, con la successiva enfiteusi alla famiglia maltese dei Gatt.
Ma è nel 1860 che la famiglia Tomasi cedette a Ferdinando II di Borbone la sovranità delle Isole Pelagie che riuscì a dare la definitiva svolta alla storia di queste isole insediandovi il 22 settembre 1843, circa 150 coloni, presi da ogni parte della Sicilia perlopiù artigiani e agricoltori, capeggiati dal luogotenente Bernardo Sanvisente, così da rendere finalmente attiva la vita sulle isole.
La data del 22 settembre viene ancora oggi ricordata con la celebrazione delle festività in Onore di Maria Santissima di Porto Salvo, Patrona dell'Isola di Lampedusa.

Nel 1861 Le Pelagie vennero annesse al Regno d’Italia.Per un lungo periodo Lampedusa fu poi sede di confino per carcerati penali e esuli politici.Particolarmente strategica la sua posizione al centro del Mediterraneo le valse le dovute attenzioni militari durante la seconda guerra mondiale e successivamente da parte della NATO che vi stabilì per un lungo periodo una sua base logistica e di controllo militare dell’aera marittima.

Solo dagli anni sessanta Lampedusa fu collegata telefonicamente con la terraferma e dotata di una sua centrale elettrica e infine di un aeroporto civile.

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