La leggenda di Andrea Anfosso

Arroccato in posizione deliziosa, sulle colline di fronte ad Arma di Taggia, nella Liguria più amena ed affascinante, sorge lo splendido santuario dedicato a Maria Santissima di Lampedusa, nella località di Castellaro Ligure.
La comunità cristiana del posto l’ha eletta, come da noi, Patrona del paese.Nella piena solennità, con i colori inconfondibili delle sue vesti, del rosso della tonaca e dell’azzurro del suo manto, la rendono subito familiare e cara agli sguardi dei devoti lampedusani e di tutti i marinai che, ormai in tutti i porti d’Italia, la riconoscono come la Nostra Signora di Porto Salvo.

E, al miraggio, al desiderio, del Porto di Salvezza, il Porto sicuro a cui far sempre ritorno, che unisce il sentimento di tutti i marinai di sempre, è legata la vicenda dai tratti leggendari che coinvolge le gesta di un avo ligure del 1560, capace di unire in maniera tangibile, questa località ligure alla nostra Isola di Lampedusa, seppur così lontana da qui.

Si narra infatti che, a seguito delle intrusioni nei porti liguri da parte di corsari barbareschi, un certo Andrea Anfosso, sovente nei testi citato come “il Gagliardo”, fosse reso prigioniero, insieme ad altri compaesani, e poi sottomesso come schiavo ai servizi delle loro galee.La leggenda narra che per ben tre anni durò il suo stato di schiavitù presso i corsari, nell’attesa che si realizzasse l’opportunità adeguata per la sua idea di fuga, sempre viva nella sua testa sin dal giorno del rapimento.

Quest’occasione si realizzò proprio a Lampedusa, dove, nella necessità di ripararsi da una intemperia, la galea su cui era imbarcato si fermò in un’insenatura sicura dell’isola.Scendendo a terra per recuperare legna utile, il nostro Anfosso riuscì a fuggire nascondendosi tra la fitta boscaglia allora presente nel posto.

Madonna di Porto Salvo

Nonostante la paura e i tanti pericoli dovuti anche dalle fiere scorrazzanti tra i boschi, riuscì comunque a far desistere i suoi oppressori dalla sua ricerca, che pensarono bene di abbandonarlo al suo destino su quest’isola così poco ospitale.Ma in prossimità di quelle grotte dove oggi c’è il Nostro Santuario, l’Anfosso, trovò un quadro raffigurante la Madonna dalla tonaca rossa e il manto blu che gli rese preziosa e sacra l’idea di farla propria per porla come vela ad una zattera realizzata con un pizzico di fortuna e tanta maestria. E porre così il proprio destino nella mani materne della Vergine Santa, con la preghiera professata di ricondurlo alle sue amate spiagge.E così di fatto avvenne.

Con immensa devozione, la leggenda lascia sempre traccia nei ritrovamenti storici di opere sorte a ricordo degli avvenimenti narrati e così, ancora oggi, il Santuario di Castellaro ligure, ricorda ai posteri la devozione di Andrea Anfosso, che lo fece erigere a memoria della grazia ricevuta.

La devozione continua oggi nel cuore di tutti i marinai che gli serbano il proprio destino, facendo avvolgere il rosso del loro cuore dal manto azzurro della Madonna di Porto Salvo.

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